I grandi matematici,  Pillole di matematica,  Storia della matematica

Un eccentrico matematico

Quale matematico non ha in sé una sorta di bizzarria o un filo di follia?

I matematici, a detta di tutti, sono strani, eccentrici e un po’ strampalati, e di sicuro Paul Erdos non faceva eccezione. Anzi è stato sicuramente uno dei più eccentrici del suo tempo.

Nacque a Budapest il 26 marzo del 1913 e non si dovette attendere molto per scoprire le sue innate doti matematiche. A soli tre anni infatti scoprì i numeri negativi dopo aver calcolato una sottrazione e passava il suo tempo ad inventare e risolvere problemi matematici.

Il padre, anch’egli matematico, lo spinse allo studio delle serie e della teoria degli insiemi e a soli ventun anni ricevette il dottorato di matematica all’università di Budapest.

Purtroppo la situazione politica costrinse Erdos, che era ebreo, a trasferirsi a Manchester dove insegnò all’università, dopodichè accettò la cattedra a Princeton.

Nonostante i grandi contributi che Erdos diede alla matematica, divenne famoso per il suo stile di vita errante: era solito infatti presentarsi a casa dei suoi colleghi matematici dicendo “la mia mente è aperta”: questo stava a significare che era pronto per nuove collaborazioni.

Un altro suo motto era: “Another roof, another proof ” (= un altro tetto, un’altra dimostrazione)

Il suo amore per la matematica era totale, non aveva nessun interesse nei confronti di fama, gloria o denaro tanto che devolveva in beneficenza tutto il ricavato del suo lavoro, teneva per sé solo il minimo indispensabile per vivere.

Erdos morì il 20 settembre 1996 per un attacco cardiaco durante una conferenza a Varsavia

Per il suo epitaffio volle “Adesso ho finito di diventare più stupido”.

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