Curiosità matematiche,  Storia della matematica

Misurare il tempo

Avete mai notato che quando ci si diverte o si è molto impegnati il tempo trascorre velocissimo, invece quando ci si annoia sembra che i minuti durino ore?

Ovviamente è solo una nostra percezione, perché in realtà il tempo trascorre sempre nello stesso modo : un’ora è sempre lunga 60 minuti e un minuto è sempre lungo 60 secondi.

Per noi misurare il passare del tempo è facile, basta avere un orologio al polso o un cellulare a portata di mano ( ma chi non ce l’ha?) e sappiamo sempre l’ora esatta. Ma come facevano gli antichi che non avevano certo questi strumenti?

Il primissimo orologio dell’antichità fu il Sole, o meglio l’ombra che esso produce.

Gli antichi misuravano in passi l’ombra di un obelisco nelle varie ore del giorno. Così facendo si accorsero che la lunghezza dell’ombra variava a seconda dei momenti della giornata: al mattino aveva una certa misura, che diminuiva a mezzogiorno per poi allungarsi ancora di più la sera.

In questo modo riuscirono a dividere il giorno in tre fasi determinate proprio dalla lunghezza dell’ombra.

Con il passare del tempo l’uomo costruì lo gnomone che consisteva in un’asta verticale posta su un basamento orizzontale: in base all’ombra che l’asta produceva l’uomo riuscì a dividere il giorno in più parti.

Una versione migliorata, e quindi più precisa dello gnomone, era la meridiana.

Anche in questo caso si tratta di un’asta che proietta la sua ombra, ma, a differenza dello gnomone, il basamento era suddiviso da segni che permettevano una suddivisione della giornata ancora più precisa.

L’inconveniente di questi strumenti, come è ovvio, è il fatto che non sono funzionanti quando non c’è il sole o di notte. C’era la necessità di inventare qualcosa che potesse segnare il tempo sempre, in qualunque condizione.

Inventarono allora la clessidra ad acqua.

Era formato da un recipiente riempito d’acqua che attraverso un forellino gocciolava in un serbatoio. Di certo non era molto preciso, ma fu il primo strumento di misurazione del tempo che si poteva usare indipendentemente da osservazioni astronomiche.

Più tardi l’acqua venne sostituita dalla sabbia

I primi orologi con quadrante e lancette risalgono al 1300 circa, quando vennero costruiti i primi orologi a pesi per chiese e palazzi pubblici.

Erano costituiti da un quadrante suddiviso in ore e da una lancetta collegata ad un rullo che, tramite un peso agganciato, ne regolava il movimento.

Nel 1550 nacquero i primi orologi da tasca che venivano chiamati “uova di Norimberga” in onore del loro inventore, Peter Henlein, mastro orologiaio di Norimberga. Essi funzionavano grazie ad una molla che aveva la stessa funzione del peso dei primi orologi.

Nel 1639 Galileo inventò l’orologio a pendolo e scoprì che la durata delle oscillazioni di un pendolo dipendeva dalla lunghezza del filo a cui era appeso: più lungo era il filo più lunga era la durata dell’oscillazione.

Per oggi è tutto ma forse un giorno vi racconterò anche della suddivisione del giorno in ore e delle ore in minuti e di tanto altro!

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